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In Valsassina, oltre le pareti mozzafiato, le distese nevose e le passeggiate nei boschi, anche il sottosuolo offre mille sorprese.
Meta per tutte le età e per tutti i gusti, puoi visitare la galleria Nuovo Ribasso o raggiungere gli imbocchi lungo un percorso esterno.
L’accesso ai percorsi si trova in una zona raggiunta da una comoda strada comunale transitabile, a senso unico alternato, anche da autobus.http://miniere.valsassina.it/dove-siamo/

LE MINIERE TRA I RICORDI E LE NOVITA’

L’inizio dei lavori di coltivazione (escavazione) risale alla seconda metà 800 quando il maestro elementare, Vanotti, passeggiando nei boschi sopra Primaluna,  nota un affioramento di rocce bianche diverse da tutte le altre. Spinto dalla curiosità ne stacca dei pezzetti e li porta a Milano per farli analizzare.
Così si racconta che sia stato scoperto il grande giacimento di Solfato di Bario Barite (BaSO4) che da quel momento è stato coltivato per più di 150 anni e ha dato lavoro a centinaia di persone.
Il periodo di maggior attività è stato nella prima metà del novecento, ma è continuato senza interruzione fino al 2012, quando il sito minerario viene definitivamente abbandonato.
I primi lavori vennero eseguiti a giorno, asportando il minerale dagli affioramenti e trasportandolo a valle, dapprima su slitte e poi con teleferiche. Ne rimangono ancora tracce evidenti sul versante dove sono presenti spettacolari voragini profonde anche alcune decine di metri da cui veniva estratto il minerale.

Successivamente furono scavate a livelli sempre più bassi gallerie nel fianco di rocce metamorfiche, oggi visitabili, per accedere ai filoni dei livelli inferiori e rendere così più facile l’escavazione.
A partire dal 1908 la Barite estratta venne portata, prima con carri trainati da cavalli e successivamente con camion allo stabilimento Sali di Bario e affini di proprietà dell’ing. De Ponti di Milano.

La novità è l’apertura al pubblico della galleria Nuovo Ribasso, realizzata negli anni 1980-1985.

Oggi è dunque possibile entrare in miniera, accedendo dall’imbocco di quota 552 m s.l.m. in una zona  raggiunta da una comoda strada comunale transitabile, a senso unico alternato, anche da autobus.
Lungo il percorso di circa 2 km, si incrocia il bianco filone mineralizzato di Barite e si raggiunge la maestosa caverna da dove si è estratto il minerale negli ultimi 30 anni.

In alternativa, un percorso esterno di circa 2,5 km guida i visitatori alla teleferica ed ai vari imbocchi, fino a raggiungere le più antiche miniere dove ci si potrà affacciare sul profondo burrone lasciato dai primi scavi a cielo aperto.

 

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UN PATRIMONIO DI NATURA, STORIA E GEOLOGIA

In Valsassina, oltre le pareti mozzafiato, le distese nevose e le passeggiate nei boschi, anche il sottosuolo offre mille sorprese.

Descrivendo le meraviglie viste a Prato San Pietro Leonardo da Vinci scrisse sul Codice Atlantico, «…li edifiti della vena del rame e dello arzento, presso una terra detta Pra Sancto Petro e vene di ferro e cose fantastiche..».

Siamo nel periodo tra il 1482 e il 1513. Ma già da più di mille anni le montagne valsassinesi offrivano ferro, rame, argento, piombo ed altri minerali. Probabilmente i primi a sfruttarle furono gli etruschi, dopo di loro i celti, poi i romani che tracciarono una vera e propria “via del ferro”.

L’acqua in caduta dei fiumi dava la forza necessaria ai mulini per macinare i minerali. Il calore per fonderli nei numerosi forni sparsi in tutta la Valsassina proveniva invece dal carbone di legna ottenuto negli “ajàl”, radure nei boschi  dove i tronchi venivano bruciati nei “pojàt”: cataste di legna coperte di terra in cui la bassa temperatura ed una lentissima combustione povera di ossigeno trasformavano la legna in carbone.

Per secoli il rumore dei magli è risuonato nella valle. Forni fusori, mantici, fucine, braccia forti  e mani abili nel corso dei secoli hanno forgiato spade, chiodi, palle di cannone, attrezzi agricoli e tutto quello che dai metalli estratti e lavorati si poteva produrre.

Per informazioni su contatti, tariffe, orari e periodi di apertura
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I percorsi interni ed esterni per visitare le miniere:
– le gallerie aperte
– le vie di collegamento esterne
Per approfondimenti, CLICCA QUI >>>
In fase di studio la realizzazione di un punto museale dove poter vedere e “toccare” i minerali, e dove saranno esposti i reperti del lavoro in miniera.
Nella collezione online, un’anticipazione di quanto sarà possibile trovare nel museo. CLICCA QUI >>>

Ed ora puoi entrare anche tu nella galleria Nuovo Ribasso delle miniere di Barite di Cortabbio, a Primaluna.

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… e per iniziare:
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